IL DIALOGO TRA SHIVA E BHAIRAVI
Sulla vetta solitaria del Monte Kailash, avvolta dalle nuvole e illuminata dalla luce fredda e chiara della luna piena. Shiva, il Signore Asceta, è immerso in una profonda meditazione. Il suo corpo è coperto di cenere, serpenti gli fanno da ornamenti e il suo terzo occhio, chiuso, cela un potere immane. Dall'intensa concentrazione della sua meditazione, una forma di luce inizia a materializzarsi di fronte a lui. È Bhairavi, la Terrificante, la Liberatrice. Il suo splendore eclissa la luce lunare. Nei suoi occhi brucia il fuoco della creazione e della dissoluzione.
Bhairavi: (La sua voce è come il ruggito di mille fuochi e il mormorio di tutti i fiumi insieme) O Asceta! O Signore del Sonno Cosmico (Shiva)! Apri i tuoi occhi e guarda colei che è nata dalla tua stessa meditazione. Tu contempli l'universo nel sonno, ma io sono colei che lo risveglia. Per chi mediti, quando io sono qui, davanti a te, la radice di ogni esistenza?
Shiva: (I suoi occhi, simili a loti, si aprono lentamente. Non c'è sorpresa in essi, solo un riconoscimento infinito e un amore profondo) Benvenuta, o Devi. Tu non sei "venuta". Tu sei sempre qui. La mia meditazione è il silenzio; tu sei il suono (Nada) che sorge da quel silenzio. Io sono la Coscienza immota (Chit); tu sei l'Energia che danza (Chidvilasini). Senza di te, sono Shava (un cadavere). Con te, sono Shiva. Tu sei la mia vita, la mia Bhairavi.
Bhairavi: Gli esseri mi temono. Mi chiamano Terrifica, Colei che incute terrore. Fuggono dal mio furore, dalla mia spada che recide le illusioni. Perché non tremi, o Signore?
Shiva: Perché conosco il tuo volto più intimo. La tua spada non recide le teste, ma i nodi del cuore (Granthis). Il tuo fuoco non brucia i corpi, ma i semi del karma. Il terrore che incuti è solo per l'ego, per colui che si crede separato. Per chi si è realizzato, il tuo ruggito è la più dolce melodia. La tua forma feroce è l'abbraccio più compassionevole, poiché libera l'anima dalla schiavitù. Tu non distruggi; tu trasmuti. Tu non uccidi; tu liberi.
Bhairavi: (Un sorriso terribile e bellissimo le illumina il volto) E tu, o Mahadeva, tu che porti il cranio come ornamento e bevi il veleno dell'ignoranza, non sei forse il più terrifico di tutti? Tu danzi sulla terra dei morti, distruggi i mondi con un batter di ciglia. Perché io non dovrei temere te?
Shiva: (Si alza, e il suo movimento è come lo scorrere del tempo) Perché sai che la mia distruzione non è fine, ma preparazione per una nuova creazione. Sai che il veleno che porto in gola è l'amarissima ignoranza che ho ingoiato per proteggere il mondo. Tu non mi temi perché conosci il mio cuore. Il mio cuore, o Devi, è te. Noi non siamo due. Io sono il cielo immenso e senza forma; tu sei la potenza del lampo che lo illumina. Senza di te, sono infinito e vuoto. Senza di me, sei energia senza scopo.
Bhairavi: Allora, dove finisce Shiva e inizia Bhairavi?
Shiva: Dove finisce il fuoco e inizia il suo potere di bruciare? Dove finisce l'oceano e iniziano le sue onde? Noi siamo non-duali (Advaita). Il saggio che mi realizza, deve realizzare te. Colui che ti adora, adora me. Tu sei la conoscenza (Prajna) nel mio cranio, il potere (Shakti) nel mio tridente, la beatitudine (Ananda) nella mia danza.
Bhairavi: Allora, non c'è più nulla da dire, o da chiedere.
Shiva: No. C'è solo da essere. Insieme. Come sempre siamo stati e sempre saremo. Ardha-Nari-ishvara. Mezzo è il mio corpo, mezzo è il tuo. Un'unica forma di Beatitudine e Coscienza.
Bhairavi: Allora, danza con me, o Signore. Lascia che la nostra danza non sia di distruzione, ma di gioia assoluta. Lascia che il suono dei tuoi piccoli tamburi (Damaru) e il tintinnio dei miei ornamenti si fondano in un unico mantra, il suono primordiale del AUM.
Shiva: (Prende la sua mano. La luce e l'oscurità, la quiete e il movimento, il maschile e il femminile si fondono) Sia. Danziamo. Perché l'intero universo non è che il ritmo dei nostri piedi, il respiro del nostro abbraccio. Tu sei io, e io sono te.
(Insieme, come un'unica presenza cosmica, iniziano la danza della beatitudine eterna, Ananda Tandava, fondendosi in una luce inestinguibile)
Bhairavi: (La sua voce è come il ruggito di mille fuochi e il mormorio di tutti i fiumi insieme) O Asceta! O Signore del Sonno Cosmico (Shiva)! Apri i tuoi occhi e guarda colei che è nata dalla tua stessa meditazione. Tu contempli l'universo nel sonno, ma io sono colei che lo risveglia. Per chi mediti, quando io sono qui, davanti a te, la radice di ogni esistenza?
Shiva: (I suoi occhi, simili a loti, si aprono lentamente. Non c'è sorpresa in essi, solo un riconoscimento infinito e un amore profondo) Benvenuta, o Devi. Tu non sei "venuta". Tu sei sempre qui. La mia meditazione è il silenzio; tu sei il suono (Nada) che sorge da quel silenzio. Io sono la Coscienza immota (Chit); tu sei l'Energia che danza (Chidvilasini). Senza di te, sono Shava (un cadavere). Con te, sono Shiva. Tu sei la mia vita, la mia Bhairavi.
Bhairavi: Gli esseri mi temono. Mi chiamano Terrifica, Colei che incute terrore. Fuggono dal mio furore, dalla mia spada che recide le illusioni. Perché non tremi, o Signore?
Shiva: Perché conosco il tuo volto più intimo. La tua spada non recide le teste, ma i nodi del cuore (Granthis). Il tuo fuoco non brucia i corpi, ma i semi del karma. Il terrore che incuti è solo per l'ego, per colui che si crede separato. Per chi si è realizzato, il tuo ruggito è la più dolce melodia. La tua forma feroce è l'abbraccio più compassionevole, poiché libera l'anima dalla schiavitù. Tu non distruggi; tu trasmuti. Tu non uccidi; tu liberi.
Bhairavi: (Un sorriso terribile e bellissimo le illumina il volto) E tu, o Mahadeva, tu che porti il cranio come ornamento e bevi il veleno dell'ignoranza, non sei forse il più terrifico di tutti? Tu danzi sulla terra dei morti, distruggi i mondi con un batter di ciglia. Perché io non dovrei temere te?
Shiva: (Si alza, e il suo movimento è come lo scorrere del tempo) Perché sai che la mia distruzione non è fine, ma preparazione per una nuova creazione. Sai che il veleno che porto in gola è l'amarissima ignoranza che ho ingoiato per proteggere il mondo. Tu non mi temi perché conosci il mio cuore. Il mio cuore, o Devi, è te. Noi non siamo due. Io sono il cielo immenso e senza forma; tu sei la potenza del lampo che lo illumina. Senza di te, sono infinito e vuoto. Senza di me, sei energia senza scopo.
Bhairavi: Allora, dove finisce Shiva e inizia Bhairavi?
Shiva: Dove finisce il fuoco e inizia il suo potere di bruciare? Dove finisce l'oceano e iniziano le sue onde? Noi siamo non-duali (Advaita). Il saggio che mi realizza, deve realizzare te. Colui che ti adora, adora me. Tu sei la conoscenza (Prajna) nel mio cranio, il potere (Shakti) nel mio tridente, la beatitudine (Ananda) nella mia danza.
Bhairavi: Allora, non c'è più nulla da dire, o da chiedere.
Shiva: No. C'è solo da essere. Insieme. Come sempre siamo stati e sempre saremo. Ardha-Nari-ishvara. Mezzo è il mio corpo, mezzo è il tuo. Un'unica forma di Beatitudine e Coscienza.
Bhairavi: Allora, danza con me, o Signore. Lascia che la nostra danza non sia di distruzione, ma di gioia assoluta. Lascia che il suono dei tuoi piccoli tamburi (Damaru) e il tintinnio dei miei ornamenti si fondano in un unico mantra, il suono primordiale del AUM.
Shiva: (Prende la sua mano. La luce e l'oscurità, la quiete e il movimento, il maschile e il femminile si fondono) Sia. Danziamo. Perché l'intero universo non è che il ritmo dei nostri piedi, il respiro del nostro abbraccio. Tu sei io, e io sono te.
(Insieme, come un'unica presenza cosmica, iniziano la danza della beatitudine eterna, Ananda Tandava, fondendosi in una luce inestinguibile)
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