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La Materia Prima dell'Esistenza

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Il tempo è la risorsa più democratica che esista: ogni essere umano, indipendentemente dalla sua condizione, ne riceve la stessa dotazione giornaliera. Eppure, è anche la più soggettivamente percepita e spesso la più sciupata. Riflettere sul tempo e sulla sua utilità significa addentrarsi nel cuore del significato della vita stessa. A differenza del denaro, il tempo è un bene non accumulabile, non recuperabile e inarrestabile. Il suo scorrere ci pone di fronte alla nostra finitezza, ma al contempo ci offre la struttura entro cui costruire la nostra esistenza. L'utilità del tempo non risiede quindi nel semplice possesso, ma nell'uso che ne facciamo. In una società iperattiva e produttivistica, l'utilità del tempo è stata spesso ridotta a mera efficienza. L'ottimizzazione di ogni minuto, il "time management", rischia di trasformare la vita in una lista di cose da spuntare, svuotandola della sua profondità. In questa prospettiva, il tempo "utile...

Un Viaggio ad Amarāvati

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Salgo. Non so dire con precisione dove abbia smesso il mondo e dove sia cominciata la via che porta ad Amarāvati; so soltanto che il mio passo, all’improvviso, ha perso il peso che avevo addosso come una giacca bagnata. La strada non è una strada: è una scala sospesa tra cieli, lastricata di frammenti che brillano come gemme appena uscite dal fiume. Ad ogni passo sento un suono sottile, come una corda che vibra, e l’aria cambia sapore - non odore, sapore: un miele profumato di gelsomino che non appesantisce ma apre. All’ingresso, la porta di Amarāvati si apre su di me più che io su di lei. È un arco intarsiato d’oro vivo, e custodi dal volto calmo - yaksha con collane di perle e cavalieri dalle armature rifinite come nuvole d’argento - mi salutano senza stupore. Non mi chiedono chi sono; mi chiedono, con lo sguardo, se porto con me la piccola sincerità che serve per accogliere il divino. Offrono incenso e un fiore, e quando lo porto alle labbra sento il nettare del mondo intero scivola...

Il Patto del Cuore - Quando una Valchiria scelse l'Amore

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  Personaggi: -  Astrid : Una valchiria, divina e bellissima. -  Erik : Un guerriero valoroso dalla forza d'animo temprata in battaglia. Scenario : In un campo ai confini di un bosco. Erik : (La fissa negli occhi.) Le tue mani sanno impugnare una spada, guidare le anime dei caduti. Eppure ora... tremano. Astrid : (Abbassa lo sguardo sulle proprie mani, poi lo solleva verso di lui.) Non è paura. È come le corde di un'arpa prima che qualcuno le tocchi. E tu... potresti essere quel qualcuno. Erik : Sono solo un mortale. Il mio nome non risuonerà mai nelle tue sale d'argento. La mia vita è un battito d'ali rispetto alla tua eternità. Cosa posso darti? Astrid : (Si avvicina, il suo calore lo avvolge.) L'eternità senza un cuore che batte è un deserto di ghiaccio. Tu non mi offri l'immortalità, Erik. Mi offri quello che i miei dei non possono darmi: la bellezza di un momento che svanisce. E brucia più di mille soli. Erik : (Le sfiora il viso con le dita.) Allora ch...

QUEI 5 NUMERI SPECIALI

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Avete mai pensato che una semplice operazione matematica possa nascondere un mistero secolare?  È proprio quello che è successo con un'equazione che ha impegnato i migliori matematici del mondo:  x² + 7 = 2ⁿ . Tutto inizia con Srinivasa Ramanujan , un genio matematico indiano dotato di un'intuizione quasi magica per i numeri. All'inizio del '900, Ramanujan si imbatté in questo rompicapo: quali numeri interi, messi al posto della x  e della n , rendono vera questa uguaglianza? Con il suo fiuto straordinario, Ramanujan non solo trovò alcune soluzioni, ma ipotizzò  che ce ne fossero solo 5. Eccole: Se n  = 3, x  = 1 (perché 1² + 7 = 8, che è 2³) Se n  = 4, x  = 3 (9 + 7 = 16) Se n  = 5, x  = 5 (25 + 7 = 32) Se n  = 7, x  = 11 (121 + 7 = 128) Se n  = 15, x  = 181 (32761 + 7 = 32768) La sua affermazione era audace: "Questi sono gli unici  numeri interi che funzionano, non ce ne sono altri". Per decenni, questa rimase ...

Il Genio che ha scritto la grammatica dell'universo

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C'è stato un uomo che ha dato alla matematica la sua voce più chiara e potente: il suo nome era Leonhard Eulero. Se oggi possiamo "parlare" la lingua della scienza con relativa facilità, lo dobbiamo soprattutto a lui. Fu un genio così prodigioso che un collegano disse di lui: "Eulero calcolava senza sforzo, come gli uomini respirano". Una mente instancabile, capace di produrre un'opera omnia di 74 volumi – un record ancora oggi imbattuto. Ma perché Eulero è così importante? Perché ha semplificato ciò che era complicato e reso bello ciò che sembrava astruso. L'architetto dei simboli che usiamo ancora oggi Prima di Eulero, la matematica era piena di notazioni confuse. Fu lui a scegliere e diffondere i simboli che ancora oggi usiamo in tutto il mondo: - f(x) – per indicare una funzione - e – la base dei logaritmi naturali (~2,71828…) - i – l'unità immaginaria (radice di -1) - π – il pi greco - sin e cos – per seno e coseno - Σ – il simbolo d...

IL DIALOGO TRA SHIVA E BHAIRAVI

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Sulla vetta solitaria del Monte Kailash, avvolta dalle nuvole e illuminata dalla luce fredda e chiara della luna piena. Shiva, il Signore Asceta, è immerso in una profonda meditazione. Il suo corpo è coperto di cenere, serpenti gli fanno da ornamenti e il suo terzo occhio, chiuso, cela un potere immane. Dall'intensa concentrazione della sua meditazione, una forma di luce inizia a materializzarsi di fronte a lui. È Bhairavi, la Terrificante, la Liberatrice. Il suo splendore eclissa la luce lunare. Nei suoi occhi brucia il fuoco della creazione e della dissoluzione. Bhairavi:   (La sua voce è come il ruggito di mille fuochi e il mormorio di tutti i fiumi insieme) O Asceta! O Signore del Sonno Cosmico (Shiva) ! Apri i tuoi occhi e guarda colei che è nata dalla tua stessa meditazione. Tu contempli l'universo nel sonno, ma io sono colei che lo risveglia. Per chi mediti, quando io sono qui, davanti a te, la radice di ogni esistenza? Shiva:   (I suoi occhi, simili a loti, si aprono ...

Quando il finito supera l'infinito

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