LA PERFEZIONE NASCOSTA NELLE ORBITE DEL KARMA
Dio opera in modo perfetto. Secondo il principio del karma, le nostre azioni ci raggiungono in conformità alle nostre orbite, e noi influenziamo il mondo con le nostre azioni, anch'esse in accordo con le nostre orbite. Il tutto avviene sempre sotto la supervisione di Dio. Ogni cosa nell'universo, o nel creato, è perfetta, giusta e misurata. Ciò che può apparirci come errato è, in realtà, parte di un piano divino perfetto. Quello che, a un livello materiale e inferiore, percepiamo come male o sbagliato, nella sfera superiore divina è giusto, misurato e perfetto.
L'idea che Dio operi in modo perfetto e che ogni cosa nell'universo sia giusta e misurata trova radici profonde in molte tradizioni spirituali e filosofiche. Essa si fonda sulla convinzione che esista un ordine superiore, un piano divino che governa l'intero creato. Questo piano, spesso insondabile per la mente umana, regola ogni aspetto dell'esistenza con una precisione e una saggezza che trascendono la comprensione terrena.
Il principio del karma, che si collega a questa visione, sostiene che le azioni degli individui non siano mai prive di conseguenze. Ogni pensiero, parola o gesto che compiamo ritorna a noi, come una pietra gettata in uno stagno che crea cerchi concentrici sulla superficie dell'acqua. Questi cerchi, che potremmo chiamare "orbite", sono le vie attraverso cui le conseguenze delle nostre azioni ci raggiungono, conformemente alla legge universale di causa ed effetto.
Ma cosa significa esattamente che tutto è perfetto, giusto e misurato? Significa che ogni evento, anche quelli che ci appaiono come ingiusti o dolorosi, ha un posto specifico nel grande schema cosmico. La sofferenza, le difficoltà e persino ciò che giudichiamo come male non sono che parti di un disegno più grande, una tessitura complessa in cui ogni filo ha il suo ruolo e la sua funzione.
Quando ci troviamo di fronte a eventi che ci sembrano sbagliati o ingiusti, è naturale reagire con incomprensione o ribellione. Tuttavia, secondo questa visione, è proprio in questi momenti che siamo chiamati a fidarci della saggezza divina. Ciò che, a un livello materiale e inferiore, percepiamo come male o errore, nella dimensione superiore del divino è perfettamente orchestrato, volto a condurci verso una comprensione più profonda, una crescita spirituale o una realizzazione del nostro vero essere.
La perfezione del piano divino risiede nella sua capacità di trasformare ogni cosa, anche ciò che appare negativo, in un'opportunità di evoluzione. Non si tratta di negare la realtà del dolore o della sofferenza, ma di riconoscere che essi hanno un significato e uno scopo più elevato. Questo riconoscimento richiede una fede profonda, una fiducia che il disegno divino sia sempre orientato verso il bene ultimo, anche quando le apparenze suggeriscono il contrario.
L'idea che "tutto è misurato" sottolinea che nulla avviene per caso o in eccesso. Ogni evento, ogni esperienza, è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno per il nostro cammino spirituale. Questa misurazione divina è una forma di equilibrio perfetto, dove tutto si compensa, si riequilibra e trova il suo posto nell'armonia universale.
Abbracciare questa prospettiva significa accettare l'invito a vedere oltre le apparenze, a fidarsi della saggezza infinita del divino e a riconoscere che, anche nelle circostanze più difficili, c'è una perfezione nascosta che opera per il nostro bene supremo.